lunedì 31 agosto 2009

Memento 4

Più vicino ti esplode più male ti fa.

mercoledì 26 agosto 2009

Memento 3

La curiosità uccise il gatto...

SONO STATA BRAVA???

Ho resistito in ufficio 3 giorni.
Mi sono meritata altri tre giorni di mare, parto oggi pomeriggio.


Se ne riparla lunedì!

martedì 25 agosto 2009

Pensieri e Risotti

Ieri sera avevo proprio voglia di cucinare, da troppo tempo non lo facevo.


Avevo la giusta fame
né troppo poca, che non ti vien voglia di niente in particolare,
né troppa, che non puoi proprio aspettare,
per un risotto.


E mi é venuto in mente quel risotto buono buono che preparava sempre una mia compagna di università:
il risotto delle occasioni speciali, quello che lei preparava solo per la CUMPA!
La cura con cui lo preparava era maniacale: l'ultima volta ho girato con lei non so quanti supermercati per trovare il pecorino romano perfetto!


Ingredienti:
scalogno, riso, dado vegetale-quelli non mancano mai;
pomodori freschi -quelli mancavano ma ho deciso che si possono tranquillamente sostiture con i pezzettoni in barattolo (basta non dirlo alla B@);
pancetta-ce l'ho;
maggiorana-ce l'ho;
pecorino romano-ce l'ho!


All'opera:
avvio il brodo( e su questo non mi dilungo....)
affetto con cura lo scalogno che non é come la cipolla quindi, per questa sera, niente lacrime!
e lo metto a rolosare con l'olio (poco) e la pancetta.
poi aggiungo il riso e lo faccio tostare.

Dovrei aggiungere la maggiorana ma ooooooops mi accorgo che l'ho finita...
Non c'é tempo per pensare, mi si attacca tutto, dal cesto delle spezie sorteggio il timo:mi piace!

La prima mestolata di brodo ed é tutto uno sfrigolare.
Mi piace sempre questo momento perché é il segnale di inizio dell'attesa.
Comincio a girare e mi sento un pò una strega col suo calderone.
Un bicchiere di vino, sigaretta, e i pensieri fluiscono piani, seguendo il ritmo lento della cottura, salgono lenti nel fumo e nel vapore.


A metà cottura aggiungere i pomodori.
Saggio e risaggio, controllo.
A fine cottura aggiungere il pecorino romano.


E ti pareva: il pecorino non ce l'ho...
Non posso perdere tempo, il grana andrà benissimo!

Riposiamo entrambi, io e il risotto.


Non era proprio "quel" risotto perfetto, ma era senza dubbio il mio ottimo risotto.
L'arte di arrangiarsi, di improvvisare, di creare nuove meraviglie con quello che si ha...



 




 

venerdì 21 agosto 2009

Memento 2

Stai attenta a ciò che chiedi e a come lo chiedi
Potresti essere esaudita....

LUNA NERA

Luna nera
pieno potenziale
fluire di energie ctonie a contattare i pensieri più profondi.

Ho chiesto un sogno ad indicarmi la strada.

Ho chiesto alle energie del cosmo la sintonia con il loro fluire.
Ho affidato al fumo le mie preghiere.


Magia per un nuovo ordine
non un ordine prestabilito
non un ordine da sovvertire
nessuna attesa sino a nuovo ordine.


Al risveglio un solo pensiero, sicuramente non il primo, chiaro, nitido
"l'ho perso".
E mi sono sentita sollevata.


 

giovedì 20 agosto 2009

LA FANCIULLA SENZA MANI

Oggi vi racconto una favola:

Un mugnaio era caduto a poco a poco in miseria e non aveva più nulla all'infuori del suo mulino e, dietro, un grosso melo. Un giorno che era andato a far legna nel bosco gli si avvicinò un vecchio e gli disse: -Perché ti affanni a spaccar legna? Io ti farò ricco se in cambio mi prometti quello che c'è dietro al tuo mulino; fra tre anni verrò a prenderlo-.

"Che altro può essere se non il mio melo?" pensò il mugnaio; così acconsentì e s'impegnò per iscritto con lo sconosciuto, che se ne andò ridendo.
Quando il mugnaio tornò a casa, gli venne incontro la moglie e gli disse: -Di dove viene tutta questa ricchezza in casa nostra? Casse e cassoni sono pieni di roba, senza che nessuno sia venuto a portarla- Il mugnaio rispose: -Da un vecchio che ho incontrato nel bosco; in cambio mi sono impegnato a cedergli quello che c'è dietro il mulino-. -Ah, marito- disse la donna spaventata -ce la vedremo brutta: era il diavolo! E intendeva nostra figlia che spazzava il cortile dietro il mulino.
La figlia del mugnaio era una fanciulla bella e pia e visse quei tre anni nel timore di Dio e senza peccato. Quando venne il giorno in cui il maligno doveva prenderla, ella si lavò per bene e tracciò con il gesso un cerchio intorno a sé. Il diavolo comparve di buon mattino, ma non poté‚ avvicinarla. Incollerito disse al mugnaio: -Portale via tutta l'acqua, che non possa più lavarsi; così l'avrò in mio potere-. Atterrito, il mugnaio obbedì. Il giorno dopo il diavolo tornò, ma ella aveva pianto sulle sue mani, che erano pulitissime. Così non poté‚ avvicinarsi di nuovo e, furioso, disse al mugnaio: -Tagliale le mani; altrimenti non posso farle nulla-. Ma il padre inorridì e rispose: -Come potrei tagliare le mani a mia figlia!-. Allora il maligno lo minacciò e disse: -Se non lo fai, sei mio e prendo te-. Spaventato, il padre promise di obbedirgli. Andò dalla fanciulla e le disse: -Bimba mia, se non ti mozzo le mani, il diavolo mi porta via, e nello spavento gli ho promesso di farlo. Ti prego di perdonarmi-. Ella rispose: -Padre, fate di me ciò che volete, sono vostra figlia-. Porse le mani e se le lasciò mozzare. Il diavolo tornò per la terza volta, ma ella aveva pianto tanto e così a lungo sui moncherini che erano pulitissimi. Egli aveva perduto così ogni diritto su di lei e dovette andarsene. Il mugnaio le disse: -Per merito tuo ho guadagnato tante ricchezze che per tutta la vita voglio trattarti da regina-. Ma ella rispose: -Non posso rimanere qui; me ne andrò: creature pietose provvederanno di certo al mio bisogno-. Si fece legare i moncherini dietro la schiena e al levar del sole si mise in cammino e camminò tutto il giorno, fino a notte. Arrivò al giardino di una reggia dove, al chiaro di luna, vide degli alberi carichi di frutta; ma il giardino era circondato da un fosso. E siccome non aveva mangiato nulla per tutto il giorno e aveva tanta fame, pensò: "Ah, fossi là dentro e potessi mangiare un po' di quei frutti! Se no mi tocca morir di fame". Si inginocchiò, invocò il Signore e pregò. D'un tratto apparve un angelo che chiuse una cateratta, sicché‚ il fosso si prosciugò ed ella poté‚ attraversarlo. Entrò nel giardino e l'angelo la seguì. Vide un albero da frutta: erano belle pere, ma erano tutte contate. Ella si avvicinò e, per placare la fame, ne mangiò una staccandola con la bocca. Il giardiniere la vide ma, siccome c'era l'angelo, egli ebbe paura e pensò che la fanciulla fosse uno spettro; così non osò chiamare nè dir nulla. Dopo aver mangiato la pera ella fu sazia, e andò a nascondersi nel boschetto. Il mattino seguente venne il re cui apparteneva il giardino, contò le pere e, vedendo che ne mancava una, domandò al giardiniere dove fosse. Non era sotto l'albero, eppure non c'era più. Il giardiniere rispose: -La notte scorsa è venuto uno spettro senza mani e l'ha mangiata, staccandola con la bocca-. Il re disse: -Come ha fatto ad attraversare l'acqua, e dov'è andato?-. Il giardiniere rispose: -Un essere è venuto dal cielo, con una veste candida come la neve, e ha chiuso la cateratta prosciugando l'acqua. Doveva essere un angelo e io ho avuto paura, così non ho fatto domande nè ho chiamato. Poi lo spettro è scomparso di nuovo-. Il re disse: -Questa notte veglierò con te-. Quando fu buio il re si recò in giardino accompagnato da un prete che doveva rivolgere la parola allo spettro. Si sedettero tutti e tre sotto l'albero e attesero. A mezzanotte la fanciulla uscì dal boschetto, si avvicinò all'albero e mangiò un'altra pera, staccandola con la bocca; accanto a lei c'era l'angelo biancovestito. Allora il prete si fece avanti e disse: -Vieni dal cielo o dalla terra? Sei uno spettro o una creatura umana?-. -No- rispose ella -non sono uno spettro, ma una povera creatura che tutti hanno abbandonata.- Il re disse: -Se tutti ti hanno abbandonata, io non ti abbandonerò-. La prese con sè‚ nel suo castello, le fece fare due mani d'argento e, poiché‚ era tanto bella e buona, se ne innamorò e la prese come sua sposa. Un anno dopo, il re dovette partire per la guerra; raccomandò la giovane regina a sua madre, dicendole: -Quando partorirà abbiatene cura e scrivetemi subito-. La regina diede alla luce un bel bambino, e la vecchia madre si affrettò a scrivere al re per annunciargli la felice notizia. Ma per via il messo si riposò accanto a un ruscello e si addormentò. Allora venne il diavolo che cercava sempre di nuocere alla buona regina, e scambiò la lettera con un'altra in cui si diceva che la regina aveva messo al mondo un mostro. Quando il re lesse la lettera si spaventò e si rattristò profondamente, ma rispose che dovevano avere cura della regina fino al suo ritorno. Il messaggero ripartì con la lettera, ma si riposò nello stesso luogo e si addormentò un'altra volta. Allora tornò il diavolo e gli mise in tasca un'altra lettera nella quale era scritto che uccidessero la regina e il bambino. Quando la vecchia madre ricevette la lettera, inorridì e scrisse al re ancora una volta, ma non ricevette altra risposta, perché‚ ogni volta il diavolo dava al messo una lettera falsa e, nell'ultima, ordinava addirittura di conservare la lingua e gli occhi della regina come prova della sua morte. Ma la vecchia madre piangeva all'idea che fosse versato quel sangue innocente; così mandò a prendere, di notte, una cerva, le strappò la lingua e gli occhi e li mise da parte. Poi disse alla regina: -Non posso farti uccidere, ma non puoi più fermarti qui: va' per il mondo con il tuo bambino e non ritornare-. Le legò il bambino sul dorso, e la povera donna se ne andò con gli occhi pieni di lacrime. Arrivò in una grande foresta selvaggia; si inginocchiò a pregare e le apparve l'angelo che la condusse a una casetta sulla quale era una piccola insegna che diceva: -Qui si alloggia gratuitamente-. Dalla casetta uscì una fanciulla bianca come la neve che disse: -Benvenuta, Maestà!- e la fece entrare. Le tolse il bimbo dalla schiena e glielo pose al seno, perché poppasse, poi lo mise in un bel lettino già pronto. Allora la povera donna disse: -Come sai che ero una regina?-. La fanciulla bianca rispose: -Sono un angelo mandato da Dio per avere cura di te e del tuo bambino-. Ed ella visse sette anni nella casetta, sotto la tutela dell'angelo, e per la sua devozione, Dio le fece la grazia e le ricrebbero le mani. Intanto il re, quando rientrò a casa, volle vedere sua moglie e il suo bambino. Allora la vecchia madre si mise a piangere e disse: -Uomo malvagio, perché‚ mi hai scritto di uccidere due innocenti creature?-. Gli mostrò le due lettere scambiate dal diavolo e soggiunse: -Ho fatto quanto hai ordinato- e gli mostrò, come prova, la lingua e gli occhi. Allora il re si mise a piangere ancora più amaramente sulla sua povera moglie e sul figlioletto, tanto che la vecchia madre si impietosì e gli disse: -Rallegrati, è ancora viva: ho fatto uccidere di nascosto una cerva da cui ho tolto le prove; ma a tua moglie ho legato il bambino sul dorso, e le ho detto che andasse per il mondo e che promettesse di non tornare mai più, poiché‚ tu eri così adirato con lei-. Allora il re disse: -Camminerò fin dove il cielo è azzurro e non mangerò nè berrò finché non avrò ritrovato la mia cara moglie e il mio bambino, se non sono morti di fame-. Così errò qua e là per sette anni, cercandola per tutte le rupi; ma non la trovò e pensava che fosse morta. Per tutto quel tempo, non mangiò nè bevve nulla. Alla fine giunse nella grande foresta e trovò la casettina con l'insegna che diceva: -Qui si alloggia gratuitamente-. La fanciulla bianca uscì, lo prese per mano e lo fece entrare dicendo: -Benvenuta, Maestà!- e gli domandò di dove venisse. Egli rispose: -Sono quasi sette anni che vado in giro alla ricerca di mia moglie e del suo bambino, ma non riesco a trovarli; saranno morti di fame!-. L'angelo gli offrì da mangiare e da bere, ma egli non prese nulla e volle soltanto riposarsi un poco. Si mise a dormire, coprendosi il volto con un fazzoletto. Allora l'angelo andò nella camera dov'era la regina con il bimbo, che ella soleva chiamare Doloroso, e le disse: -Vieni con il tuo bambino, è giunto il tuo sposo-. La donna andò dove egli dormiva, e il fazzoletto gli cadde dal volto. Allora ella disse: -Doloroso, raccogli il fazzoletto a tuo padre e coprigli di nuovo il volto-. Il bimbo lo raccolse e gli coprì il volto. Ma il re l'udì nel dormiveglia e lasciò cadere apposta di nuovo il fazzoletto. Allora ella disse nuovamente: -Doloroso, raccogli il fazzoletto a tuo padre e coprigli di nuovo il volto-. Il bambino s'impazientì e disse: -Cara madre, come posso coprire il volto a mio padre se non ho padre sulla terra? Come potrei conoscere un uomo così selvaggio? Non è mio padre!-. In quel mentre il re si rizzò a sedere e chiese alla donna chi fosse. Ella disse: -Sono tua moglie, e questo è tuo figlio Doloroso-. Ma egli vide che aveva le mani vere e disse: -Mia moglie ha mani d'argento-. E l'angelo andò nella sua camera, prese le mani d'argento e le mostrò al re. Allora egli fu certo che quelli erano proprio la sua cara moglie e il suo caro figlio, e li baciò tutto contento. L'angelo di Dio li cibò ancora una volta insieme, poi andarono a casa dalla vecchia madre. Vi fu gran gioia ovunque e il re e la regina celebrarono nuovamente le nozze e vissero felici fino alla loro santa morte.


...Poi ne parliamo...

MARE MARE MARE

voglio annegare (non é vero...ma non l'ho scritta io. anzi, facimu corna!!!)
portami lontano a naufragare (insomma...)
via via via da queste sponde (già meglio...)
portami lontano sulle onde (così si!)


Non c'é niente di più bello del primo tuffo della giornata.

Arrivare di corsa sul bagnasciuga perché la sabbia nera scotta!
Ha assorbito tutto il calore del sole e non esita rilasciarlo, generosa..., all'incauto piedino che non si può fermare, cerca solo il refrigerio del mare.


Mi piace tuffarmi di schiena perché quando riemergo apro gli occhi e non vedo che il bagliore del sole.
Solo dopo, a partire dai bordi, arriva il blu del cielo. Per le nuvole bisogna aver pazienza.


La carezza del mare, il crepitio dell'acqua nelle orecchie
questa é la pace, questo il silenzio che mi piace.

martedì 18 agosto 2009

HIC ET NUNC

C'é poco da fare e poco da dire.
Giornate interminabili, lente, sempre uguali.
Passo il tempo pensando che non mi passa mai, sperando forse che così facendo il tempo stesso abbia pietà di me e si convinca, in fine, a darsi un pò una mossa.


Continuo a pensare che da un'altra parte starei sicuramente meglio, ma non ho voglia neanche di prendere la macchina e andare a prendere un caffé.

Mi dico che più il là, quando sarò tornata a casa, quando avrò le mie cose da fare, sarà tutto diverso.


Sono qua e sono altrove.
Penso all'oggi ma sono già a dopodomani perché proprio quest'oggi mi ha stufato.
Vorrei stare tranquilla e invece covo una rabbia nera.


Forse mi basterebbe non pensare....



domenica 16 agosto 2009

Memento 1

Canta che ti passa!!!

POSTUMI

E' successo di nuovo!
Mi sono svegliata presto, troppo presto, già con un discorso bello pronto in testa.
Non so mai da dove parte, ma so sempre dove arriva: dritto dritto al fegato!


Verde di rabbia io! Amara come il fiele questa mattina!
Temo un travaso di bile.


E non mi dite che sono i postumi del ferragosto.

giovedì 13 agosto 2009

Ah, la vacanza!

Che giornata....
mi sono svegliata troppo presto con il risultato che ho troppo tempo da riempire.


Ciondolo, rotolo, temporeggio, sbadiglio.


 


 

mercoledì 12 agosto 2009

VACANZA

o dell'esser  vacuo.
Qui non c'é molto da fare, posso solo stare.


E sto! caffé uno caffé due caffé tre
sigarettina.


Mi piace stare lì, in mansarda a guardare il bosco e poi la valle e poi in fondo il lago.
E' un lago artificiale, é vero, ma non bisogna mica dirlo a tutti...e poi da casa mia la diga non si vede.

Ogni tanto ci vuole una piccola innocua bugia
Il lago é lago, la vacanza é vacanza, la mente é sgombra, i pensieri sono leggeri....

venerdì 7 agosto 2009

PER IL MOMENTO DICIAMO CHE PARTO

si chiudeNon proprio subito subito, Lunedì.


Partenza ore 8.30 arrivo...dipende fondamentalmente dalla Salerno-Reggio quindi preferisco non sbilanciarmi.


Mi sento già a metà tra questo mondo e quell'altro. Non sono mai riuscita a farli parlare a lungo tra di loro, a intergrarli. Tornare a casa, per me, é sempre un pò come tornare indietro.
Sarà per questo che vorrei scrivere di altri pensieri ma poi mi blocco e mi dico "ma no, devi partire, non ne vale la pena di inziare certi discorsi, cara la mia Pandora al tuo bel vaso ci pensiamo quando torni".


E va bene, mi lascio convincere.


Non é detto che io non ripassi di qui, chissà come sarà scrivere da quell'altra parte.


La tapparella l'ho lasciata un pò socchiusa, che entri la luce, che ci sia sempre un pò di aria fresca. 
A me piace così.


Quanto mi dà fastidio chiudere....

giovedì 6 agosto 2009

NO NO E NO

Credo sia la prima cosa che un bambino impara a dire: NO!
Escludendo, certo,  il classicone "mamma" che va in associazione con "fame" e "cibo".


NO perché?
E' la cosa che gli adulti ti dicono più spesso?
E' il modo, il primo e forse anche l'unico che hai, per affermare e imporre (se e quando ci riesci) la tua volontà? la tua identità?


Da adulto ad adulto, teoria e tecnica del no.
Dietro a un no, detto o taciuto, spiegato o sbattuto violentemente in faccia, c'é il mondo!
Paura del rifiuto. Paura di perdere irrimediabilmente qualcosa o qualcuno.
Se ti dico di si, se sarò una brava bimba, tu mi vorrai più bene?


Per dire un no a testa alta, ma non a muso duro, bisogna essere ben saldi sulle gambe!
NO, NO E NO!!!


 

mercoledì 5 agosto 2009

La pecora nel bosco BOOM

Ricordo solo questa scena, in primo piano, come se si trattasse di una ripresa più che di una scena reale.


Sullo sfondo:
colline ingiallite dal sole dell'estate, più vicino un albero solido, con fronde fitte e di un bel verde.


In primo piano:
sua sorella! Jeans aderente, camicina a quadri...mooooolto Sorelle Mc Leod
sta accucciata. tiene ferma, cingendole il collo con in braccio sinisto, una pecora.
Come pecora é verosimile si, ma non é reale. Niente pelo appicciticcio e zozzo. Sembra quasi disegnata tanto é cotonata a nuvoletta.


Con la mano destra, libera, Lei punta alla tempia della povera pecorella...
udite udite
....la pistola dei un distributore di benzina (con tanto di tubo collegato!).


Mi piace quando la mia dimensione onirica mi basisce!

O_o

Ho sognato che stava facendo manutenzione alla sua bici, nudo!
Sullo sfondo un bianco paesino mollemente adagiato sul clinale di una collina.
Faceva girare la ruota per verificare che fosse in asse e ben bilanciata e...non gli é mica rimasto l'uccello tra i raggi?!?!


Mi ricordo di una coda interminabile sulla Salerno-Reggio. Cercavo di distrarmi in ogni modo, osservavo i vicini, le macchine dei vicini .... ma che diamine é quella roba?
Tra le ruote di due biciclette trasportate, in modo consono (perché sulla Salerno Reggio si vedono anche tante cose che troppo ortodosse non sono!), sul portapacchi penzolava un povero uccello, era rimasto incastrato poverino.ma veramente.

martedì 4 agosto 2009

RESISTENZE

Opporre resistenza, opporsi all'evidenza.


Ci sono cose che uno sente ma ha bisogno di sbatterci il grugno.


Sono fatta così, fino a quando non tocco il fondo, fino a quando non vedo il baratro non mi fermo!


E invece non é il momento di fermarsi, é il momento di andare.


Vorrei essere già più in là, voglio che arrivi ottobre. Chiudo gli occhi, apro gli occhi ed é già lì!
Tutto quello che c'é in mezzo non mi interessa, lo do già per perso.
Lo so che é una cazzata, lo so che io sono anche questi giorni persi.


Tutto ciò che é iniziato a primavera si consoliderà in autunno, ricordi?


Adesso é il momento di resistere!!!


 

lunedì 3 agosto 2009

Emmo'???

A volte ho bisogno di aiuto. Non che io non ce la possa fare a fare le cose da sola ma voglio aiuto!
Lo voglio perché io per prima a suo tempo l'ho dato (e incondizionatamente), lo voglio perché così doveva essere solo che non abbiamo fatto in tempo, lo voglio perché si punto e basta.


Svuotare, bonificare la mia discarica abusiva e farne uno spazio nuovo, tanto pensato, fortemente desiderato!


Svuotare, riempire, riqualificare il mio spazio e il mio tempo. Lo avrei fatto comunque prima o poi, ma non così, é innegabile!


E poi c'é il tempo da riempire, da soli o in compagnia!


Aperitivo, carino il posto, peccato la musica.
Cena, carino il posto -beccato per caso durante una brutta serata si é rivelato un'ottima intuizione-
Non é tanto quello che abbiamo mangiato, ma finalmente dopo una serie di battibecchi infiniti, ci siamo finalmente parlati. Abbiamo parlato e basta, di cose interessanti ma non necessarie, per il piacere di chiacchierare e confrontarsi senza il desiderio di voler chiarire o di evitarlo a tutti i costi.


"Amore devi assolutamente saggiare questo"...silenzio...scivolato via...


Gelato, anzi no, "il" gelato.


Casa: io che entro nel portone lui fermo in macchina che mi guarda.


Tutto questo in sole 12 ore.


...quindi le cose possono anche andar bene...EMMO'?