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lunedì 30 marzo 2020

TEMPO LIBERO TEMPO LIBERO

TEMPO LIBERO UN CAZZO.

Già che hai tanto tempo libero partecipa alla meditazione collettiva,  dice: "uniti sosteniamo il respiro della terra".

Già che hai tanto tempo libero partecipa alla lezioni on line di yoga, yoga col gatto, yoga mentre impasti la pizza, yoga mentre stucchi i savoiardi con la cazzuola per farne un tiramisù.

Oh! Pilates, come dimenticare il magico, onnipresente, onnipotente Pilates.

Dice "guardando questa applicazione ho perso 3kg"
No cara, riponiamo i punti sulle i e soprattutto la bottiglia di rhum nel mobile bar e la stecca di cioccolato nell'apposito armadietto: l'applicazione non la devi guardare e soprattutto non da sdraiata sul divano, col gatto sulla panza, mentre ingolli cazzuolate di tiramisù.

Ma, perché senza un ma la narrazione perde di mordente, la meraviglia delle meraviglie arriva quando per noia o sfinimento accetti! Si, accetti!
E ti iscrivi al canale youtube, segui la pagina fb, la pagina instagram e rilasci la tua email.

AH AH
E' l'ingresso trionfale nell'era dei Jalisse con tanto di colonna sonora
"fiumi di parole, fiumi di parole tra noi, prima o poi ci portano viaaaa..."
(con la croce verde, a sirene spiegate. sicuro.)
Video, email, presentazioni pdf  di 300 pagine ad una frase per slide corpo MILLE per dire
"guarda che io prima facevo una vita di merda ma poi ho scoperto la pratica che mi ha fatto rinascere/sfanculare il mio lavoro/sfanculare mio padre/ trovare l'amore/vivere la mia vita piena ed appagante immersa nel profumo dai fiori di loto che sbocciano lieti dove io poggio il leggiadro piede.
Ed io, qui ed ora, hic et nunc, la dono a te, assieme al mio cuore ormai traboccante di gioia ed al mio sorriso smagliante, bianco che più bianco non si può.
Di', non ti senti traboccante di gratitudine e fiducia?
Scegli me, segui me ama me e sarai finalmente felice.
Oh tu che fai ancora 'sta vita di merda ma di', non ti sei ancora stufato?
Oh, dimenticavo, i contenuti saranno sempre disponibili per te GRATIS"
il corso articolato in dieci sessioni per te, solo per te, costa 549, 99€.

Vi restituisco al vostro "tempo libero libero libero un cazzo"
Fatene buon uso.

Baci infarinati.

venerdì 13 marzo 2020

AL TEMPO DEL COPRIFUOCO

Apri la porta , chiudi la porta, accendi la luce, molla le chiavi, apri la scarpiera, chiudi la scarpiera

AHHHHHH

Piglia lo spruzzino, apri la porta, spruzza la maniglia, chiudi la porta, spruzza la maniglia, spruzza l'interruttore, spruzza le chiavi, apri la scarpiera, spruzza la scarpiera, chiudi la scarpiera, spruzza la maniglietta....
disinfetto pure l'anima de li mejo mortacci loro



sabato 28 settembre 2019

SCIÓ

"Qualsiasi via è solo una via, e non c’è nessun affronto, a sé stessi o agli altri,
nell’abbandonarla, se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare.
Esamina ogni via con accuratezza e ponderazione.
Provala tutte le volte che lo ritieni necessario.
Quindi poni a te stesso, a te soltanto, una domanda: questa via ha un cuore?
Se lo ha, la via è buona.
Se non lo ha, non serve a niente.
"

[C. Castaneda]

Abbandonare, non scappare.

Scegliere, non provare.
Un passo dopo l'altro, a piccoli passi, fuori da lì, verso me.

No no no, fanculo la direzione ostinata e contraria, fanculo!






mercoledì 15 maggio 2019

I BAMBINI CI GUARDANO

COME ON,
LET'S TALK ABOUT CRIME AND JUSTICE
dice il Teacher.
"Minghia, mica cotiche" penso io (solo perché lui mi avrebbe detto "in English, please" e io che ne sono di come si chiamano le cotiche in quel di London)

La semplificazione indotta dall'utilizzo di una lingua foresta fa uscire l'essenziale e, molto spesso, si riduce a mostrare il peggio che si annida in ognuno di noi.

Immaginate un assetto tipo Porta a Porta, con tanto di sigla, di Bruno Vespa, esperti e pubblico con diritto di parola.

Per combattere il crimine ci vorrebbero:
più polizia e più controlli, punizioni più severe, meno regole perché sono troppe per conoscerle tutte e poi certo che la gente delinque, essere informati sul carcere sin da piccoli così ti passa la voglia di andarci, più educazione perché i giovani devono imparare che "rules are rules", le regole sono le regole.

A quale punto del discorso secondo voi ho cominciato a vedere rosso e a sbuffare e caricare come un toro nell'arena?

PS: poi lo so che non è l'Arena.
Hops sorry, però quello è Giletti.

domenica 31 marzo 2019

LA GENTE STANNO BRUTTO BRUTTO e 4

Mi scrive dopo un mese da quando ci eravamo salutate dicendo "non se ne fa niente, peccato".
Mi scrive chiamandomi con un altro nome, di merda tra l'altro, ma io manco me ne accorgo e non perché non so più nemmeno come mi chiamo (cosa che episodicamente può essere anche vera) quanto perché è lei che, in quanto a comunicazione efficace, mi è un po' claudicante.
Mi scrive, dicevo, che il pupo -matematicamente parlando- è in codice rosso e la mamma,
che però non ha il nome di merda di cui sopra,
(mmmmmm...ucci ucci ucci sento odor di cazzatucci...ma si, cchimminifuttammì)
ha urgente bisogno di sapere dove insegno.
BAH!
E DILLE DI CHIAMARMI, NO?

Dopo due, tre tentativi vani io e l'augusta madre, ormai a  pomeriggio avanzato, riusciamo a parlarci.
Non riesco a citare testualmente perché nel vorticoso giramento di maroni alcune cose sono andate perse, peccato!
Comunque.

Il pupo, ormai, altro che codice rosso, sembra da rianimare.
Ha bisogno di un intervento multiplo d'urgenza a matematica, fisica e geometria.
Certo la priorità è geometria. In matematica stanno facendo le equazioni ed a me sembra che tutto sommato ci sia
-E SE LO DICE LEI...
 ed in fisica, su!, stanno facendo le cose di base
 -LE FAMOSE BAS(S)ECCOLE... (Si sto mentendo. Non gliel'ho detto. Però sarebbe stato bello!)
Certo ha proprio bisogno di una terapia intensiva e che cominci subito e con un approccio molto molto molto aggressivo: il compito in classe è giovedì.
-AH!
Ma lei stasera sarebbe disponibile?
-EEEE????
Ed in che sere potrebbe?
-CHI????
Sabato mattina no. Perché lui sabato no, non va a scuola, ma ha le altre ripetizioni.
Domenica mattina?
E davvero la sera mai?
Perché sa, lui il pomeriggio ha già le altre ripetizioni.

Poi arrivano quelli che "no! ma non lo fate lo scientifico che è stressante"
Mai nessuno che prima, ma molto molto molto prima dica "no! ma non li fate i figli ché non vi sapete campare nemmeno voi!"


lunedì 4 marzo 2019

CONFITEOR #3

Quando ho fame, ma veramente fame,
butto quei 10g in più di pasta
"ché sai, se devo vedere se è cotta..."

Confiteor sottotraccia: quante cazzate pur di non scrivere quello che dovrei.
È che mi serve tempo e nel frattempo rode rode rode, uh se rode!

martedì 19 febbraio 2019

CONFITEOR #2

Durante l'ora buca,
mentre avrei dovuto correggere compiti che il mio cuore non poteva reggere,
ho peccato di curiosità
(però le pareti di cartongesso non le ho volute io, oh signore!)

Ho udito la prof di psicologia spiegare Freud portando ad esempio la nonna che soleva dire
"Non ti toccare il ffappipì,
non ti toccare il ffappipì (non sono io a voler indulgere nel peccato, oh signore, è stata lei -più volte- a ribadire il concetto)
non ti toccare il ffappipì ché te lo tagliooooo)"

Il ffappipì

IL FFA PPI PÍ

Tre pater noster e almeno trentordici gloria patris.
Amen.

martedì 11 dicembre 2018

MEMENTO 60

Nella crema pasticcera
la farina "poco raffinata" tipo 2
NON ci sta.

mercoledì 21 novembre 2018

CAZZONA IN UN INTERNO

La salsiccia è già in forno con le patate,
la lavatrice è lì che va da sola,
quasi quasi...
mi faccio una doccia.

Accendo la radio,
e pure la stufetta.
E canto.
Shampoooo Shampoooo

Buio.

PS: non ditelo a Truffaut

lunedì 1 ottobre 2018

POTREI MA NON VOGLIO

POTREI dirti subito che il monte ore disponibile per il nuovo anno accademico non è proprio quello dell'anno scorso;
POTREI dirtelo a settembre, in occasione del consiglio docenti, anche se "gli iscritti son talmente tanti che non so come organizzare le ore di matematica";
POTREI dirtelo all'inizio della scuola, quando ti presento un orario provvisorio con la metà delle ore dell'anno precedente;
POTREI dirtelo il giorno dopo a tavola, invece di dirti che è tutto provvisorio, che ti aggiungerò delle ore e ti chiederò qualche pomeriggio per i recuperi;
POTREI dirtelo due giorni dopo quando ti invio un orario definitivo ancora più ridotto;
POTREI dirtelo quando a fronte di una richiesta chiara "ma i pomeriggi ti servono ancora? perché altrimenti io devo cercare di riempirli in altro modo" ti rispondo "facciamo andare a regime l'orario e poi ti dico quanti, ma credo un paio"


Diciamo che avrei potuto dirtelo anche a giugno "Senti Cincia, hai rotto il cazzo!, qua per te non ce n'è"
Diciamo che a giugno, contestualmente, avrei potuto dirti anche che non avevo la possibilità di pagarti l'ultima mensilità fuori contratto e che te l'avrei liquidata appena possibile (a settembre!)

PS: Non è che mi sono rincoglionita, sono proprio cogliona.
Lo so che avrei DOVUTO sottolineare a giugno il mancato pagamento, è che ho pensato "se non mi paga è perché non può. Poiché  è sicuro che mi pagherà, perché mettere una persona nelle condizioni di dover ammettere e spiegare una difficoltà? Posso aspettare fino a settembre"

Sul perché sia lecito, al contrario, mettermi in una situazione di difficoltà senza neanche darmi la possibilità di pararmi il culo altrove, non ho ancora trovato valide risposte (escludendo la coglionaggine sconfinata di cui sopra!).
Si accettano suggerimenti.
Senza fretta...facciamo prima andare a regime il post!

mercoledì 4 luglio 2018

AMICO, STAI SERENO.

Mi ha scritto in privato
 -ché quando si affrontano certi temi la discrezione è tutto, evidentemente!-
Dicevo.
Mi ha scritto in privato per sapere se, vista la foto che ho postato dal gay pride di Milano, letto il mio commento, non fossi "per caso" lesbica.

Un minuto di silenzio per l'umano decoro che troppo presto ci ha lasciati.

Allora.
Apprezzo il fatto che si sia quantomeno accorto che sono femmina.
Dovete sapere che c'è stata anche una blogger che, dopo svariate e cortesi visite sui rispettivi blog, un bel giorno, mi disse " Pensavo fossi un uomo..." e poi sparì
pufff
correndo verso la fiera dell'acchiappanza ( manifestazione legittima eh, lo ha detto pure la questura)
e lasciandomi in una nube polverosa di divertito disappunto
Machedavero scrivo come un uomo?

Ciò detto.
Mai avrei pensato di poter fare coming out.
wow
Udite udite (cià che urlo anche un po') NON SONO LESBICA.
E fin qui non ho detto niente, o comunque, niente che abbia un senso, niente che valga la pena di essere detto e tanto meno letto.
Se sono arrivata fin qui, però, è per dire che i diritti sono diritti, o sono per  tutti o non sono diritti.
Se sostengo attivamente i diritti degli omosessuali non è perché sogno,un giorno, di sposare Samantha;
Se sostengo Green Peace nei progetti di salvaguardia della balenottera azzurra non è perché sogno, un giorno, di averne una nella mia vasca da bagno;
(Samantha è un nome di fantasia. Nessuna Samantha è stata maltrattata in questo post. Non esiste collegamento alcuno tra Samatha e la balenottera, giuro!)
Se sostengo le organizzazioni che assistono i migranti non è perché sto accendendo un mutuo per comprare la reggia di Caserta perché sogno, un giorno, di poterli portare tutti a casa mia.
L'Italia è casa mia.
E se fa schifo, se l'aria che si respira è fetida, fa schifo per tutti e proprio per questo è un problema mio.
La terra è casa mia.
E se fa schifo, se per sovralimentare me si può distruggere qualsiasi cosa e affamare quelli che, guarda un po', sono comunque come me!, è un problema mio.
Mio come persona eh! al di là della razza, dell'orientamento di genere e di tutte le altre etichette di cui non sappiamo più fare a meno, ma che mi hanno francamente rotto i coglioni.

(non è volgarità gratuita, è solo voglia di far tornare ad insinuarsi l'ombra del dubbio. Tze!)

giovedì 19 aprile 2018

MEMENTO 57

Amica cara, fatti li cazzi tua.

Se rilevi un problema, se dichiari il problema, la causa del problema sei tu.
Punto.

Finché non lo nomini il problema non esiste.
Impara, cogliona!
E taci cazzo, taci.

domenica 8 aprile 2018

MEMENTO 56

Se non vuoi essere considerato alla stregua di un maiale aspira a qualcosa in più del saper grugnire.

domenica 4 marzo 2018

L'AMORE...AL TEMPO

Dice che no, loro non sono fidanzati, loro si scelgono ogni giorno.

A che ora?
No perché dico (tra me e me) io non ce la farei ad aspettare ogni momento che sciolgano 'sta prognosi.
Almeno l'ora.
Prima, dopo, lontano dai pasti? Prima di andare a dormire? In sogno?

La mattina, ropp'o ccafé.
E' sempre quello il momento migliore, secondo me.

lunedì 12 febbraio 2018

POTREI STUPIRVI CON EFFETTI SPECIALI

E, invece, mi sa che mi limiterò a scodellarvi in fretta e furia sto gran minestrone di pensieri, di post in attesa di essere elaborati, di idee in salamoia che tra un po' fanno la muffa.
Chiedo venia.

Per eventuali intossicazioni non ve la prendete con me, io ve l'ho detto subito che la materia prima in sé non sarebbe neanche male, peccato che non è freschissima.

Mi stimo quando riesco a vendermi bene. Uffffff

Premesso che più passano i giorni, più gli esami di idoneità/maturità dei miei adorati virgulti si avvicinano, più perdo le speranze ma soprattutto la fiducia nell'umanità.
Ci siamo tutti su questo gran carrozzone che punta dritto dritto verso il baratro:
ci son gli adolescenti, i giovani adulti, gli adulti -i genitori, i docenti, i docenti in pensione- solo non si vedono i due liocorni, (che evidentemente sono gli unici veramente svegli, loro al cortese invito hanno risposto "col cazzo").
L'ultimo a salire va per i settanta, capello riccio, semilungo, baffetto ispido, coppoletta e giubbino di panno, pantaloni di fustagno, alito in naftalina. Deve fare le ore di recupero pomeridiane ai ragazzi, cercare di "colmare le lacune".
In Calabria ho visto che fanno così: Apri un cantiere, cominci a scavare per gettare solide fondamenta per qualcosa che quando ci sarà sarà sicuramente meraviglioso, trovi un vuoto/voragine e, per evitare la sospensione dei lavori da parte delle belle arti, fai una bella gettata di cemento e alla lacuna non ci pensi più.
Ho provato a dire al preside che conosco un tizio che ha una bella e capiente betoniera di proprietà ma lui non ha capito o non ha voluto capire.
Nonostante io finisca alle 14 mi fermo per parlarci, mi sembra cosa buona e giusta, oltre al fatto che spero sempre in un miracolo, in qualcuno che davvero sappia fare una magia.
Chissà perché nel mio immaginario anziano è sinonimo di esperienza, equilibrio, generosità.
Sta di fatto che (alle 16.30!) per 15minuti mi parla di quello che ha fatto, di come lo ha fatto, del perché lo ha fatto. E poi mi dice che lui ha insegnato per aaaaanni, ha anche scritto un libro sullo studio di funzione (ma daiiiiiii, e come ti è venuta questa idea? non si era mai mai mai visto prima un libro sullo studio di funzione).
Ha scritto un libro, amore. E quelli non sanno leggere. Amore.
Ed io non so se ridere o se piangere.
Su questo gran carrozzone che, come dicevo, punta dritto dritto verso il baratro mi sa mi sa che lui vuole giocare a chi arriva prima. Con me.
Prego, dopo di lei!

Vado, ceno e torno.
Baci.



sabato 8 luglio 2017

CONFITEOR 1

Avevo un fidanzato che tutte le mattine aggiornava su grafico excel l'andamento del prezzo del petrolio.
Detto fidanzato sosteneva che il divieto di guidare a piedi nudi nascesse dal fatto che  la riduzione di sensibilità (mediante uso di calzature di adeguata rigidezza) sul pedale dell'acceleratore determina un incremento del consumo di carburante.


PS:casomai vi domandaste come mi è venuto in mente, sappiate che è tutta colpa di @davidone74

mercoledì 29 marzo 2017

MEMENTO 53

La prossima volta che, durante una conferenza o evento affine, un fine oratore
pronuncia la fatidica frase
"come se dovessi spiegarlo a mia madre"

alzati e a testate riassortiscigli i connotati.

(e allora si, se chiamerai in causa mamma, non saprò darti torto)

lunedì 6 marzo 2017

TAMARREIDE NUMMERO "C!"

Barcellona 4/3/2017
Con buona pace di Equitalia anche questa promessa la sto rispettando, e con essa il debito annesso.
Un minimo di ritardo, ma poco poco poco, uno-due giorni, inezie.

Ecco.

Rilassiamoci e viviamo sereni, viviamo e lasciamo vivere.
Il Maestro ha conquistato Barcellona. Fiesta!!!
Tapas, cerveza, sangria 
(shhh non  mi piace la sangria voi fate come se avessi accettato, fate gli indifferenti, sorridete e continuate a ballare, OLE'!)
Approfitterei di questo momento di ebrezza e di ubriachezza per confessarvi una cosa della mia infanzia che pochi sanno.
Per farmi coraggio, nel tentativo di trovare divagando a dovere, il tempo ed i modi adatti a cotanta confessione, parto col dirvi che il mio più grande desiderio sarebbe rincontrare quei tamarri.
Vorrei chiedere loro che cosa ne pensassero di quello sparuto (e denutrito) manipolo di vicini villeggianti, così vicini così lontani, ma soprattutto così inadatti a godere dei piaceri della villeggiatura.
Sia ben chiaro: nessuno ci ha mai detto di non giocare coi tamarri ed escludo che qualcuno dei tamarri avesse detto ai loro ragazzi di non giocare con noi.
C'erano proprio degli impedimenti oggettivi:

  • Impedimenti fisici- io pesavo più o meno come una coscia di uno di loro, a parità di età!
  • Impedimenti visivi- loro potevano correre in lungo e in largo sulla spiaggia, noi potevamo spingerci sin dove i genitori ci potevano vedere;
  • Impedimenti sonori- loro potevano alluccare a piacimento anche perché così le mamme li sentivano e potevano farsi sentire in ogni momento da ogni dove, noi dovevamo parlare sottovoce per non disturbare i vicini (che erano loro! vai a capire...);
  • Impedimenti motorii- loro potevano correre in lungo e in largo sulla spiaggia giocando a pallone a qualsiasi ora, noi solo la mattina molto presto (capirai che voglia!) o la sera molto tardi
    "perché giocando a pallone si disturbano i vicini e si solleva troppa polvere"
     dicevano i nostri genitori cercandoci in un polverone tamarro che nemmeno il ghibli nel sahara.
Ma la vera differenza, la pietra dello scandalo, saltava forte agli occhi al momento del bagno.
Oh, eravamo al mare.

Loro potevano fare una quantità di bagni infinita rispetto ai nostri tre lanciando, tra l'altro, ombre lunghe -come sono le ombre del dubbio e dei tramonti- sulla fondatezza della famosa teoria "dopo mangiato aspetta tre ore o muori" che risultava difficilmente sostenibile (almeno da un punto di vista scientifico, perché quando vuole avere ragione mia madre è in grado di sostenere ogni cosa!) alla luce di quanto mangiavano loro e quanto dovevamo aspettare noi.

E così, mentre noi aspettavamo, loro si lanciavano in acqua in formazione compatta, sollevando a suon di sonore panzate onde di tsunami che levati si nun ti vuo' affucà!
Noi entravamo in acqua in modo composto, bagnandoci prima i polsi, la pancia ed il collo
sempre, tranne quando...salivamo sul canotto.
Canotto arancione supersantos, mio padre ai remi tipo schiavo, io, mia sorella e mio cugino potevamo salire a bordo
MAAAAA
ad una condizione: 
INDOSSARE IL GIUBBOTTO DI SALVATAGGIO.
Il giubbotto. Di salvataggio. Sop'o canott.
E ho detto tutto.



mercoledì 1 febbraio 2017

NOI SIAMO PICCOLI MA CRESCEREMO

E allora virgola, ce la faremo!

A questo punto, mi sento di metterci un "forse".
O forse sarebbe meglio un "punto interrogativo"?

E allora virgola, ce la faremo?

BAH!
Al momento ho delle perplessità, condite con una vaga sensazione di disillusione in salsa chitemmuort.

Siamo animali sociali,si: cerchiamo la compagnia, l'appartenenza, l'identificazione, la rappresentanza.
Siamo animali sociali, si: soffriamo l'esclusione, la discriminazione, l'isolamento.

Ed é così che dall'asilo, al catechismo, alla compagnia della scuola, all'azione cattolica, alla squadra sfigata con cui ci si ostina a perdere ogni torneo,  al coro della chiesa, alla band scalcinata che non tiene il tempo manco per sbaglio, all'università, all'associazione professionale, all'equipe di lavoro, alla folta schiera di friggitori di patane della proloco,
finché morte non ci separi,
il miglior modo che troviamo per esorcizzare la nostra esclusione e sentirci parte di qualcosa di forte è escludere qualcun altro ed aizzargli contro il gruppo?

Bravi! I miei più vivi complimenti!