venerdì 16 marzo 2012

TRA CIELO E TERRA

Sono giorni strani.
Ti arrovelli, ti arrovelli, pensi che quello è successo dovrebbe bastare a farti ridimensionare le cose ma intanto pure così continui a pensarci. Poi, quando accidentalmente smetti, trovi il bandolo.
Di bandoli questa matassa ingarbugliata ne ha parecchi. Alcuni sono andati. Altri, per non essere trovati, si sono rintanati nel cuore del garbuglio e si sono stretti a nodo.
"Quando riesci a sciogliere i nodi vuol dire che la suocera ti vuole bene"
Non mi sono mai sentita tenuta, abbandonata sicuramente, mandata in mezzo ai "barbari" per fare vedere che razza di capolavoro era in grado di fare lei.Adesso mi sembra chiaro, come non lo è mai stato.
Come se solo adesso lo avessi capito di pancia e non di testa.
Nessuna cattiveria, solo tanta tanta tanta insicurezza e voglia di rivalsa.
Io dovevo essere perfetta per dimostrare che lei era brava!

Quanto mi è costato questo giochino lo so solo io!
E so anche che ormai non è più tempo, non è più tempo di recriminare
perché lei è ormai da un'altra parte ed anch'io lì non saprei più che farci.
Eppure a volte fa ancora male.
Fa male accorgersi che sei stata mandata a combattere battaglie non tue;
che quando hai provato a chiamare casa il campo di battaglia e famiglia i suoi nemici sei stata rinnegata come una traditrice;
che hai imparato presto a nascondere le ferite imparando a non farle sanguinare...fuori, perché dentro...

A nascondere il dolore si fa peccato, perché poi non lo si può più nominare senza renderlo ancora più potente.

Ed il mio possibile dolore, il mio possibile dispiacere o anche il solo semplice dovere di partecipazione alla fine non sono neanche contemplati.
Che S. non c'è più l'ho saputo da Facebook! Contestualmente ho scoperto che si era anche sposato, che aveva avuto una bimba...L'unico numero che avevo quello di mio cugino C. (un cugino, uno dei 15 di quelli che "sono di un'altra razza!) e l'ho chiamato. Mentre noi ci parlavamo stavano facendo i funerali, dopo una settimana. Sembrava che tutto si fosse sistemato (tutto cosa? non ho osato chiedere), aveva trovato lavoro...che uno il lavoro lo desidera tanto, lo insegue dall'altra parte dell'italia (lui che non ci è neanche nato in Italia perché suo padre all'epoca lavorava all'estero), e poi è proprio quello per cui muori.
Mio padre al funerale c'era.Una telefonata...
E poi pensi tante cose e pensi anche che in fondo in fondo non ha poi molto senso neanche parlarne, scriverne, che le cose importanti sono altre.
E pensi anche che sei una gran stronza se, dopo tutto, nonostante tutto, sei qui a parlare di te...
è che certe volte mi sembra proprio di non  avere nient'altro.

Come se pregassi




6 commenti:

  1. Cara amica,io non ho capito molto se non che sei molto triste e che hai bisogno di ritrovare un po' di serenità e allegria...spero di poterti vedere da queste parti:-)
    un abbraccio
    c

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  2. le battaglie che non ci appartengono sono impossibili da combattere e lasciano feriti, morte e disperazione.
    Le preghiere invece, anche semplicemente alla vita, per com'è, a ciò che eravamo e non siamo, a ciò che speriamo, sono una buona ripartenza.
    Buona primavera Cincia, prima o poi arriva

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  3. se ne parli (e vale la pena farlo, proprio per tutto quello che hai fatto "uscire") significa che E' una cosa importante.
    sei qui a parlare di quel "lui" perchè nonostante tutto, è lì, in quello che io chiamo "cantuccio dei dimenticati" ma che poi dimenticati non so.
    ti abbraccio, se può servire a qualcosa.

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  4. @madi
    si, questa cosa ha riattivato un po' di fonti di tristezza. I due giorni da quelle parti mi hanno dato tanta tanta energie. ballarci su, è un gran sollievo!
    i nuovi incontri di più!!!;-)

    @amanda
    la primavera arriva e siamo qui pronti ad accoglierla.

    @signora Hoshima
    grazie! non c'è niente che scaldi il cuore come un abbraccio.

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  5. Mi dispiace che siano riaffiorati dei ricordi così dolorosi.

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  6. @pyperita
    i ricordi sono lì, bello e brutti...sapere che qui c'è chi li accoglie dà anche al ricordare un senso diverso.
    grazie:-)

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