sabato 6 ottobre 2012

AU MARCHE'

La signora pugliese ha colpito ancora.

Mi dà un po' di cicoria? un mazzetto direi
"UN MAZZETTO??? E CHE TI MANGI, SECCA SECCA!"
 (aumentate volume e frequenza a piacimento ché tanto non sbagliate)
Credo che il 90% della popolazione mondiale, rispetto alla signora, si può definire "secca secca".
La signora ha un giro fianchi che, a volerlo, può scatenare tutti gli elementi
...altro che il battito d'ali di una farfalla in cina!
Ma la signora non è "abboffata" come, per dirne una, le americane venute su a bevande gassate e patatine fritte affogate in salse di origine a dir poco aliena.
La signora è venuta su, e anche a destra e sinistra e davanti e dietro, a risopatateecozze:
la signora è "tusizza"!

Ma quella è senape? e come si cucina? (mai paga e mai doma io)
"MEEEEEEEEEEE COME SI CUCINA...COME LE CIME DI RAPE.
CI FAI DUE SPAGHETTI E VEDI CHE TI MANGI"
E giù una borsettata di senape ché la signora, nel fare le porzioni, ha occhi e mani formato famiglia.

Porgendomi le due borse, mentre io scompaio tra le fresche frasche:
"TANTE VERDURINE FRESCHE COME PIACCIONO A NOI TERRONI"
Eccallà.

Non mi sono mai piaciuti gli amarcord da "partono i bastimenti, p' terr'assai luntane".
Non mi sono mai piaciuti gli appartamenti "noi siamo tutti di giù".
Non sono mai "dovuta partire"
Non mi sento emigrante e non posso nemmeno dire di essere viaggiatrice,
sono passati vent'anni e non ci crederebbe nessuno, nemmeno io.
Semplicemente me ne volevo andare e me ne sono andata.
Non perché GIÙ ci stessi male, non perché GIÙ mi mancasse qualcosa:
semplicemente me ne volevo andare, semplicemente volevo altro.

Se c'è una cosa che ho sempre voluto è andarmene, a prescindere da dov'ero.
Se c'è una cosa che ancora voglio è altro, a prescindere da quello che ho.
 A volte può essere un problema, a volte  una ricchezza.

Assodato che la signora, con quei fianchi, può dire tutto quello che vuole
tanto io le vorrò sempre incondizionatamente bene!
DUE le ore che ci sono volute per pulire le borsettate di verdura;
TRE le porzioni di spaghetti con la senape;
QUATTRO le porzioni di cicoria con fagioli o con fave
che offro volentieri.
Gli ospiti, ça va sans dire, portano il vino.

30 commenti:

  1. ed io che pensavo che la senape crescesse già in barattolo...

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    1. ehhhh quante cose si imparano au marché:-)

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    2. già... e ci si fanno anche un sacco di risate... io non vado spesso ma avrei qualche perla da raccontare. Premetto che nella mia città hanno a volte un umorismo un po' grezzo, anche se molto molto efficace. Puoi ben immaginare cosa possa succedere al mercato specie quando il fruttivendolo un po' ruvido si incontra con la signora per benino... Un giorno sento una che chiede ( con molto coraggio...bisogna riconoscerglielo!) se avessero gli alchechengi.. e quello alcheche? con una faccia!!! un'altra volta una , indicando i piselli da sgusciare chiede "scusi, ma se li metto in frigo, i piselli mi si induriscono?" e quello tranquillo..." a signo'...i piselli se induriscono ma non in frigo.." ... au marché :D

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    3. anche da te non scherzano...au marché :-D

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  2. bello 'tusizza'.
    fa molto GIU'
    =)

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    1. avere nel proprio vocabolario la disponibilità di una parola come "tusizza" non ha prezzo!!!

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  3. OT pardon:

    Spalancai la portafinestra che dava sul piccolo aranceto e
    sentii la notte che calcava il suo fiato rovente e asciutto sulle carni e sui materassi.
    Vidi il castello normanno lassù: buio, ma acceso.
    Un latrare echeggiava isterico oltre la piazzetta e rimbalzava sui muri abbozzati di mattoni in gasbeton senza intonaco .
    Mi grattai le chiappe sotto i boxer ... e gridai nel buio la frase che m' avevano insegnato:

    OOOOOH!!!

    ... C'AMU A FFARE CO' STU CANE?!!!

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    1. anche gli OT sono "altro" :-)

      per associazione di OT

      "Mi scusi ma lei è lucano?!?"
      "Iddu è lu cano i so' lu pastori!"

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    1. ...devo individuarli tutti?!? :-)
      Buona domenica!

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  5. vorrei un mercato con le signore tusizze che ti spiegano come fare gli spaghetti con la senape o come fare i bruscandoli o i carletti nella stagione loro, invece qui neppure il mercato è fatto più dai locali e non ci si racconta nulla almeno ci si scambiassero ricette nostrane con ricette cingalesi un vantaggio ci sarebbe ma non si sa in che lingua raccontarsele

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    1. la maggior parte dei venditori ambulanti qui sono nord africani (mo dirti maroccchini, tunisini o altro non lo so).
      Li adoro!
      Cantano, urlano, decantano le meraviglie della merce, ti fanno i complimenti, si sfottono con gli altri commercianti.
      Per lo scambio delle ricette ci vorrebbe qualche venditrice in più.
      Però mi è capitato di vedere signore che compravano cose che io non avrei saputo neanche nominare...gli chiedi cos'è, gli chiedi come si fa. 90/100 te lo spiegano con tutti i sacri crismi in un italiano notevole.
      D'altra parte se non gli si parla loro non hanno neanche modo di parlare e di cominciare a imparare quelle quattro parole che ti servono in un mercato, bisogna che da un lato e dall'altro ci si dia un po' una mossa.

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    2. per lavoro parlo con i cingalesi o bangladeshi (si dice così?) tutti i giorni, non di ricette di cucina, ma di salute, la difficoltà è notevole perfino per cose così importanti, non pensare che non sia propensa alla comunicazione

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    3. Non volevo dirti cose a titolo personale, mi spiace.
      So che lavoro fai e quanto ci tieni, anche il tuo studiare il linguaggio dei segni -di cui si parlava qualche post fa- credo dica molto circa la tua attitudine all'ascolto nella difficoltà.
      Sono comunque profondamente convinta del fatto che se ci fossero più occasioni di dialogo in situazioni "leggere" la comunicazione obbligatoria nelle situazioni difficili sarebbe molto più semplice per tutti.

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  6. La signora magari ha capito che non sei di lì, ma le verdure fanno bene! :D

    E poi vuoi mettere la soddisfazione di preparare tutta quella roba! :D

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  7. Io e pollyanna siamo due mondi alieni.

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  8. La signora sarà fiera di te!

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    1. AMORE SEI BRAVISSIMA
      è così che mi manda viene in brodo di giuggiole lei:-)

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  9. e adesso ho capito come mai passando di qui sono rimasta appiccicata alle tue parole. e' una razza anche quella, quella dei viandanti.

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    1. Si.è così!
      Se poi è sulle punte che si impara ad andare...è difficile radicarsi :-)

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  10. mi sento un filino fuori luogo: non so nemmeno come si cucinino le cime di rapa.

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    1. Il brutto è pulire poi le tuffi dell'acqua della pasta ed il più è fatto!
      Se vuoi ti ospito ...

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    2. preferisci vino rosso o bianco? :D

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    3. rosso, fermo. ché ad agitarmi ci penso io
      e poi il vino rosso aiuta l'attività onirica
      (lo dico per te, eh) :-D

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  11. Le cime di rapa mi piacciono molto, come la cucina pugliese in generale.

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  12. effettivamente si trattano bene i ragazzi!

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  13. Mi sono ritrovata per caso nel tuo blog! Mi piace! Ci ritorno presto!

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    1. grazie!
      quando vuoi, qua sto.

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  14. che poi questo discorso dei "terroni" ha anche un pò stancato, alle volte si va altrove semplicemente per trovarsi, o magari perchè quei confini vuoi allargarli...ma ahimè ancora qualcuno pensa sia un discorso di opportunità..

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    1. concordo.ci sono tante storie diverse, ognuno ha la sua, per carità. quello che io patisco è il tentativo di alcuni di farmi rientrare nella loro di storia.
      poi che le opportunità non siano così pari è tutta un'altra storia.

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