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lunedì 11 maggio 2015

GHADAMES

La perla del deserto!

Non starò a dirvi di come e quando sono tornata lì ché certe volte, attraversare lo spazio e il tempo è un lampo.

Ghadames, la perla del deserto.

Non se ne possono varcare le porte senza essere accompagnati.
Il dittatore supremo ha deciso che non era più il caso di abitarla,
troppo bella per lasciarla vivere.
Meglio deportare tutti i suoi abitanti nella città moderna fondata per l'occasione e farne un bel museo a cielo aperto...patrimonio dell'unesco, per carità.

Gadhames, la perla del deserto.
Un dedalo di stradine in terra battuta che serpeggia tra un continuum di case talmente bianche da ferirti gli occhi, c'è di che perdersi ad ogni passo.
Sembra che non ci sia senso alcuno in quell'andare se non il deliberato desiderio di disorientare ogni sguardo estraneo,
 e invece ti muovi seguendo la brezza fresca, l'umidità dell'aria.
E quando non te lo aspetti più si apre una piazza e nei tuoi occhi entra il cielo.


E poi ancora dedali e poi ancora una piazza e tutto intorno scranni dove gli uomini, in rigoroso ordine gerarchico, si sedevano per godere del fresco, per chiacchierare, per intrecciare i fili del loro mondo di uomini visto dagli uomini.

Devi entrare in casa per una porticina stretta e bassa, 
devi andare oltre l'alcova, 
devi salire una scaletta ripida e stretta, e poi ancora un'altra che gira oltre il corridoio
per poter accedere alla città delle donne.
E Gadhames, la perla del deserto, adesso si, è lì ai tuoi piedi.


La città delle donne si svela sotto lo sguardo blu del cielo.
La strada si fa di passo in passo, di ballatoio in ballatoio, di terrazza in terrazza, tra ponticelli, scalette, passaggi arditi.
E senti ancora l'eco  delle vite e delle storie che passano di mano in mano, di bocca in bocca.

E quando per sbaglio o per curiosità ti capita di guardar giù
quello che vedi è un uomo solo, seduto e inerme, che rimane a guardare quel che non c'è più.








giovedì 23 aprile 2015

DI PONTI, DI CANOE, FARFALLE E CAVALLI

di sangue e pelle e di mille altre cose, visibili e invisibili, tutte drammaticamente possibili.

"Le parole stabili hanno la debolezza della loro stabilità.
Per ogni affermazione chiara è pronto un equivoco.

Certe parole illuminano come lampi sull'acqua. Quando vengono scritte cambiano pericolosamente natura. La scrittura sbroglia la matassa che diventa più lineare e meno veritiera.
L'esperienza, invece, è contiguità di azioni, di prospettive simultanee. Quando si agisce, si è contemporaneamente presenti a diversi livelli di organizzazione.
[...]
Le loro parole volevano essere ponti fra la pratica e la teoria, fra l'esperienza e la memoria, fra gli attori e gli spettatori, fra se stessi e gli eredi. Ma non erano ponti, erano canoe.

Le canoe lottano leggere con la corrente, attraversano il fiume, possono approdare all'altra sponda, ma non si può mai essere sicuri di come il loro carico verrà accolto ed utilizzato.
[...]
Le canoe navigano le correnti dei malintesi. Vorrebbero essere pagine stabili di libro e sono invece lettere che non sappiamo se e quando giungeranno a destinazione, né come verranno intese se verranno lette, e da chi, "

[E. Barba]

sabato 7 giugno 2014

MEMENTO 48

Così vicini-cosí lontani...

L'intimità non c'entra niente con la distanza.


giovedì 4 luglio 2013

OLTRE

Oltre la paura di essere nuda davanti al boia.
Oltre la vergogna di essermi masticata e poi sputata.

Nuda. Tanto non mi guardi.
Nuda. Tanto non mi vuoi.
Nuda. Avanzo inesorabile tra le fauci del boia.

Un centimetro, ancora uno.
Sono arrivata fin qui e non è successo niente.
Un centimetro ancora, uno.

Brividi. E' freddo, non è paura.
E così mi sento:
ti sfido e fremo, mi sfido e non capisco.

Nuda. Tanto non mi guardi.
Nuda. Tanto non mi vuoi.
Cieca. Tanto non mi vedi.

E nemmeno io ti vedo.
Guardo solo la mia mano.
E sono tuta nella punta di quelle dita.

Qui. Ora o mai più.
Qui. Davanti a tutti e davanti a nessuno.
Nuda. Apro gli occhi e sento forte di essermi salvata.

martedì 28 maggio 2013

SENZA TIRARE IN BALLO AMLETO

essere o non essere non è un problema...ho già scritto!
pubblicare o non pubblicare, questo è il dilemma.

quelle parole le guardo da lontano,
le ho scritte per farle fuori.
fatto!

un foglio in mano,
cancellature come orbite vuote.
fisso, domando e dondolo

mercoledì 9 maggio 2012

PICCOLE DONNE CRESCONO

En vérité chéri, c'est très mal, 
vous m'avez aimée en partie parce que, lorsque vous m'avez rencontrée,
j'étais une femme sage.
Or, depuis que je vous aime, j'ai perdu toute sagesse,
je suis devenue aussi sotte qu'une autre.


Prenez-moi telle que je serai, de toute façon.
Mon chéri, je vous aime le plus sottement du monde,
ces jours-ci.


[S.de B.]

martedì 25 gennaio 2011

TETTONICA A ZOLLE


La Terra è cosa viva
e, come me, può resistere a lungo agli urti della vita!
A lungo, non ad oltranza!

Resisti finchè puoi,
accumuli energia fino a quando
non raggiungi il limite.

Di terremoto in terremoto sto avanzando,
di scossa in scossa evolvo.
Ogni volta resto inerme, stremata, a capo chino, davanti alle macerie.

E poi, pian piano, risollevo la testa.
Il respiro prende coraggio e diventa un urlo.
Gli occhi, senza aprirsi, lasciano andare le lacrime
pesanti, calde, salate
tante da inzuppare la terra
che pian piano,può rifiorire.

PS: Al momento mi sembra di sfrattare macerie da una vita.
A volte faccio una fatica immane,
a momenti penso che non ce la farò mai,
altre volte riesco a farlo ridendo e canticchiando.
Se, tra il lusco ed il brusco, arriva una scossa di assestamento...
scatta il porcone!!!

lunedì 24 gennaio 2011

MALAMORE


Il malamore è gramigna,
cresce nei vasi dei nostri balconi.
Sradicarlo costa più che tenerselo.
Dargli acqua ogni giono,
alzare l’asticella della resistenza al dolore
è una folle tentazione che può costare la vita.”


 

giovedì 16 dicembre 2010

VOLENTE O NO-LENTE


Basterebbe permettere ai desideri di farci compagnia,
di scaldarci le mani e il cuore

Basterebbe non piantare i desideri come bandierine
ad indicare voragini

Basterebbe non farsi schiacciare dal senso di vuoto e dalla mancanza,
dal non avere ancora o dal non avere più
poco importa.

Basterebbe mettere a fuoco lo sguardo!

venerdì 3 dicembre 2010

PARTO

so dove vado ma non so quel che trovo
so solo quel che temo.




domenica 24 ottobre 2010

COMPITI PER CASA

La traccia è chiara, nessuna ambiguità,
nessuna via di fuga che mi permetta di andare fuori tema.


Non posso inventare,
non posso mentire,
non posso che dire la verità.


Ogni parola, ancora non scritta ma pensata e ripensata milioni di volta, è una coltellata.
"Bambino ti pianto un coltello in gola"
disse l'uomo mentre aspettava la cena.
Alla bambina seduta al suo fianco fece tanta paura,
ma non disse niente.
Un sussulto, un brivido ghiacciato lungo la schiena, eppure non si mosse neanche.
Un baratro che si spalanca e si richiude davanti ai piedi e al domani
come un presentimento, come un macabro avvertimento.
Da brava bamina finì la sua cena.


E dopo quella ce ne furono tante altre ancora...
fino a quando non arrivò la coltellata.


 



venerdì 15 ottobre 2010

DIMMI COSA VEDI

Se guardo dentro tabula rasa
se guardo fuori terra bruciata.

domenica 29 agosto 2010

GALAXY EXPRESS 999

galaxy expres 999


Ho preparato la valigia il giorno prima, addirittura in mattinata...
mai successo prima in 18 anni di anda e rianda su e giù per l'Italia.
Non che ci fosse molto da fare, praticamente non l'ho mai disfatta:
la mia carpisa rosso fuoco è sempre rimasta lì, aperta, sul pavimento della mia camera.
Un pò per  trascuratezza, un pò per comodità, il resto è un dato di fatto.
Non c'è più un armadio libero in 300 metri quadrati di casa.

Ho aggiunto due trofei ai quattro straccetti che avevo portato:
uno scialle fuxia ed uno nero,
regali della mamma che con le mani in mano proprio non ci sa stare.
Le mani di mia mamma che mi accarezzano i capelli -hai un capello bianco, stai facendo vecchia bellammamma-
Le mani di mia mamma che mi accarezzano la faccia-io che dico mi sento male, tra poco vomito-
e intanto penso -che cretina che sono-.

Ho chiuso tutto, vestiti, scarpe, scialli, lacrime e sensi di colpa.
Biglietti, presi.

Sono pronta per partire, dove vado?
Il vuoto.
Non una casa, non un volto, non un luogo.
Niente.
Solo la sensazione di andare.





 

domenica 27 giugno 2010

LUNA DI FUOCO

Partiamo sempre così noi
"mi piacerebbe andare al lago,
ma si, vediamo...magari ci sono anche dei fuochi d'artificio"


Carate Urio, Brienno,
una birra in riva al lago,
quattro passi, non di più, che tanti ne bastano per girarli tutti e due
quasi a ritornare nei luoghi del passato e sentire, forte, che non sei più la stessa.


Verrebbe da dire che, da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti
ma non si può: il lago non scorre, il lago sta!


Via i sandali,
e giù, un gradino alla volta, sembra quasi di poter arrivare così sul fondo del lago
che oggi c'è un pò di vento e le acque si agitano e si scuriscono...
le acque mi confondono.
Il muschio verde, morbido sotto i piedi,
e le onde che arrivano
gelide
mi fanno rabbrividire,
mi risvegliano,
mi richiamano al qui e ora,
mi fanno ridere.


Isola Comacina...i fuochi ci sono davvero!!!
I fuochi di San Giovanni


E mentre l'isola prende fuoco
la luna, quasi piena, quasi rossa,
sorge alle spalle della montagna.


Fuochi Isola


Due mani, sconosciute,
si levano ad indicarla nello stesso momento.
Gli occhi, sconosciuti anche loro,
si raccontano tanto stupore.


 

martedì 22 giugno 2010

EQUILIBRISMI

E' solo un momento
una declinazione dello spazio e del tempo


Il Sole sembra fermarsi nel cielo
trattengo anch'io il fiato
un punto di massimo da cui si può solo scendere
un punto di minimo da cui si può solo risalire

Non è la quiete quello che ci è dato e quello che ci è chiesto


Divenire
Fluire
Mutare
Scorrere

Attratti e respinti


E' l'universo, è questa vita, che ci chiede di andare.

giovedì 20 maggio 2010

MEMENTO 25


Pensa
Valuta
Analizza

e poi fatti una bella risata!
 

lunedì 10 maggio 2010

PENSIERI E PAROLE

E' giunta l'ora,
a quanto pare sono pronta,
non posso più rimandare.

E' giunta l'ora
di scrivere la lettera della vita.

Avrei bisogno di tempo, mi dico,
ma non ne ho poi così tanto:
quindici giorni, mi ha detto, non di più
...e ne sono già passati 3

giovedì 1 aprile 2010

TREMORI

Un leggero arricciarsi delle narici
per un respiro corto, nervoso,
che resta lì,
che non ce la fa ad essere vitale,
a scendere ad allargare il petto,
a portare aria fresca e nuova  giù nei polmoni.


Un leggero incresparsi delle labbra,
a tradire un fastidio,
una rabbia,
un dolore,
portati da un pensiero che arriva, così, inatteso ed indesiderato.


Sarà il temporale,
sarà l'elettricità nell'aria


oggi mi trema il cuore.

martedì 30 marzo 2010

MEMENTO 23

Diventa ciò che sei
(F. Nietzsche)

giovedì 25 marzo 2010

MEMENTO 22


Danza
danza
e poi danza ancora

fino a quando non diventi danza

La Nataraji non ti delude mai.